SISTRI – Adempimenti 2017 e aggiornamento quadro normativo sul sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti

Roma, 27 aprile 2017 – Il 1° marzo 2017 i termini governativi sulla piena operatività Sistri sono diventati legge. E’ entrata in vigore la 19/2017, conversione del Dl 244/2016 (cd. “Milleproroghe”), che conferma la proroga del regime del cd “doppio binario” (obbligo di tracciamento dei rifiuti sia tradizionale che Sistri) e rinvia l’applicabilità delle sanzioni per l’omesso controllo telematico dei rifiuti fino alla prevista data di subentro del nuovo gestore del Sistema, il 31/12/2017. (salvo ulteriori proroghe n.d.r.).

Ciò ovviamente implica la conferma della SCADENZA DEL 30 APRILE 2017 PER IL VERSAMENTO DELLA QUOTA ANNUA di adesione al SISTRI.

 

Si ricorda che i soggetti obbligati ad aderire al SISTRI devono effettuare il versamento del contributo annuale quindi entro il 30 aprile 2017 comunicandone l’avvenuto pagamento esclusivamente tramite il dispositivo USB accedendo all’area riservata “GESTIONE AZIENDA”.

Si ricorda che tra i soggetti obbligati all’adesione ci sono sia i produttori di rifiuti pericolosi con oltre 10 dipendenti e i trasportatori e gestori di rifiuti pericolosi.

 

Per i nuovi del settore è utile ricordare che il “Sistri” (acronimo di “sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti”) è il sistema telematico di monitoraggio della gestione dei rifiuti, destinato a sostituire il tradizionale regime cartaceo di controllo costituito da registri di carico/scarico, formulari di trasporto, Mud.

La disciplina madre in materia di Sistri è prevista dal Dlgs 152/2006 (cd. “Codice ambientale”), al quale si affiancano i provvedimenti legislativi che ne disegnano il campo di applicazione dal punto di vista temporale e diversi atti che ne regolano nel dettaglio il funzionamento.

A livello regolamentare dall’8/6/2016 è in vigore il Dm Ambiente recante le (nuove) “Disposizioni relative al funzionamento e ottimizzazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti”, provvedimento pure adottato in attuazione del Dlgs 152/2006, abrogativo e sostitutivo del precedente Dm 52/2011 (meglio noto come “Testo unico Sistri”).

 

Quali obblighi prevede quindi la nuova regolamentazione:

  • In base all’attuale disciplina il Sistri obbliga i soggetti coinvolti nella filiera dei rifiuti a comunicare per via telematica ad un cervellone informatico gestito per conto del Ministero dell’ambiente i dati quali/quantitativi dei rifiuti prodotti, detenuti, trasportati, smaltiti o sottoposti a trattamento di recupero.
  • Il Sistri impone altresì di dotare i veicoli adibiti al trasporto dei rifiuti di impianti di tracciamento con controllo radio dei percorsi effettuati e di installare negli impianti di trattamento dei rifiuti particolari sistemi di controllo elettronico per monitorare entrate ed uscite dei veicoli in parola.

Obbligati al Sistri sono:

  • Enti ed imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi (tranne quelli per cui la legge prevede l’adesione facoltativa);
  • Enti ed imprese che effettuano raccolta/trasporto professionale di rifiuti speciali pericolosi;
  • Enti ed imprese che effettuano trattamento, recupero, smaltimento, commercio, intermediazione di rifiuti pericolosi, urbani e speciali;
  • Nuovi produttori di rifiuti pericolosi;
  • Operatori del trasporto intermodale di rifiuti speciali pericolosi;
  • Per la sola Regione Campania: Comuni ed imprese di raccolta, trasporto recupero e smaltimento di rifiuti urbani, centri di raccolta comunali ed intercomunali (ex Dm 8 aprile 2008).

 

L’attuale assetto normativo prevede un regime transitorio per il passaggio dal vecchio al nuovo regime di tracciamento dei rifiuti. In base all’articolo 11 del Dl 101/2013 come modificato dall’articolo 12 del Dl

244/2016 (cd. “Milleproroghe”), infatti, “Fino alla data del subentro nella gestione del servizio da parte del concessionario individuato con le procedure di cui al comma 9-bis, e comunque non oltre il 31 dicembre

2017″:

  • in tale periodo non sono applicabili le sanzioni ex 260-bis, commi da 3 a 9, e 260-ter del Codice ambientale (ossia, quelle che puniscono omesso o erroneo tracciamento Sistri dei rifiuti); continuano ad applicarsi, con la riduzione del 50%, le sanzioni ex 260-bis, commi 1 e 2 del medesimo Codice (per mancata iscrizione al Sistri e/o omesso versamento del relativo contributo, sanzioni operative dal 1/4/2015).

Continuano altresì ad applicarsi pienamente gli attuali obblighi di tracciamento tradizionale dei rifiuti (registri, formulari, Mud) e le relative sanzioni ex Dlgs 152/2006, nella loro versione “pre Sistri” (ossia secondo il tenore delle norme precedente alle modifiche introdotte dal Dlgs 205/2010).

 

NOTA: Il 13 marzo 2017 sul portale Sistri è stata pubblicata la Guida aggiornata al 20 febbraio 2017 dell’applicativo “Gestione Azienda”.

Parole chiave: Igiene Igiene-Servizi integrati-Ecologia IN PRIMO PIANO SISTRI

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