VITA & LAVORO – Camst, da un presidente donna un aiuto per chi subisce violenza e vuole ripartire

È il decimo presidente di CAMST, grande realtà cooperativa di servizi per la ristorazione italiana. Ed è la prima donna, dopo 70 anni di storia, a ricoprire questo incarico. “Lavoro per Camst da oltre 30 anni, ho vissuto in prima persona la crescita dell’azienda – spiega Antonella Pasquariello – e anche per questo so che la mia nomina a presidente è significativa per le tante donne che operano qui”. Tante davvero, visto che costituiscono l’86% della forza lavoro dell’azienda.

 

Dopo la laurea in chimica e tecnologie farmaceutiche, con una tesi in scienze dell’alimentazione, Pasquariello inizia a lavorare in Camst nel 1981, collaborando a progetti di educazione alimentare nel mondo scolastico. L’esperienza lavorativa cresce ed assume il ruolo di responsabile commerciale della cucina centralizzata di Zola Predosa, alle porte di Bologna. Dopo 4 anni è nominata direttore immagine e relazioni esterne, con il compito di progettare e coordinare tutte le attività di comunicazione di Camst e di alcune società del Gruppo.

 

“Nei momenti di difficoltà lo spirito di adattamento – racconta – è stata la carta vincente. L’essenziale è mettere sempre in gioco le competenze, cogliendo le sfide e le opportunità che si presentano”. Con concretezza, soprattutto quando ci si muove sul terreno dei valori fondamentali, come Camst sta facendo anche sul terreno delle pari opportunità e delle differenze di genere.

 

Per il 2014 Camst ha rinnovato la convenzione con i centri antiviolenza della rete D.I.Re. (Donne in rete contro la violenza) per offrire percorsi di inserimento lavorativo, presso le proprie strutture produttive – cucine, self service, mense aziendali – dislocate in tutta Italia. Dieci le assunzioni effettuate ad oggi. Oltre alla creazione del sito internet PuntoDonne.it (www.puntodonne.it) in collaborazione con la ONG COSPE, strumento informativo di sostegno e protezione per informare su studi, legislazione e iniziative in tema di diritti delle donne.

 

“Crediamo fortemente in questo progetto, perché le donne che hanno deciso di dire basta alla violenza non hanno vita facile – racconta Pasquariello – spesso devono iniziare da zero e in questo percorso l’autodeterminazione, anche economica, gioca un ruolo importante. Vogliamo dare il nostro aiuto alle donne che cercano di uscire dalla sudditanza psicologica ed economica in cui sono costrette dalla violenza maschile. Questa è un’iniziativa concreta – sottolinea – che restituisce dignità e indipendenza alle donne vittime di violenza. Compatibilmente con il difficile contesto di mercato attuale, cercheremo di dare un’opportunità di lavoro ad altre di queste donne, nel 2014”.

 


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