Protocollo tra Camst e Comune di Ravenna contro gli sprechi nelle mense scolastiche

Ravenna, 24 ottobre 2017 – A Ravenna la lotta allo spreco alimentare comincia a scuola. Il Comune lancia due iniziative rivolte alle mense scolastiche cittadine dove ogni anno Camst distribuisce un milione di pasti.

Lo scorso 20 ottobre presso Palazzo Merlato è stato presentato il protocollo d’intesa tra il Comune di Ravenna, la cooperativa Camst e l’associazione di volontariato San Rocco per il recupero dei pasti in eccedenza in 4 istituti cittadini forniti di grandi cucine: Ricci-Muratori, Randi, Camerani e Polo Lama Sud. Pasti che verranno destinati alla mensa per i poveri della parrocchia del borgo San Rocco.

L’intesa, già operativa, coprirà l’intero anno scolastico e sarà tacitamente rinnovabile fino al 2025, anno di scadenza del contratto di appalto del Comune con la Camst.

 

Durante la conferenza stampa è stata annunciata anche un’altra importante iniziativa denominata “Io non spreco bag”, che prevede la distribuzione ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado che usufruiscono della refezione di 8.000 bag con cui portare a casa gli alimenti non consumati.

 

«Si tratta di un accordo di grande responsabilità sociale in un periodo di perdurante crisi economica – ha affermato l’assessore Ouidad Bakkali – inteso ad andare incontro alle esigenze delle famiglie in difficoltà. Mi preme sottolineare il ruolo sociale ed etico e la valorizzazione della territorialità che l’iniziativa riesce ad interpretare grazie alle proficue sinergie createsi tra ente locale, impresa della ristorazione e associazione di volontariato”.

 

Come ha dichiarato l’assessore alla Pubblica istruzione, Ouidad Bakkali: “La ristorazione scolastica è un momento educativo di relazione dei bambini con il cibo che offriamo. L’organizzazione della refezione è già pensata per non produrre sprechi, con il numero dei pasti calibrato su quello degli utenti. Ma insomma, qualche cosa avanza sempre o è in eccedenza. Queste due iniziative rappresentano un altro modo per cambiare gli stili di vita”.

Parole chiave: Ristorazione collettiva

Articoli correlati


Condividi sui Social Network