G7, la cooperazione alla sfida della trasformazione digitale del lavoro

Torino, 12 settembre 2017 – La cooperazione alla sfida del lavoro nell’epoca del 4.0. Il 29 settembre a Milano l’Alleanza delle Cooperative Italiane, nell’ambito del G7 – Innovation Week di Torino, organizza l’evento “La cooperazione nella trasformazione digitale del lavoro: tra innovazione e resilienza”.

 

L’integrazione economica globale, strettamente legata ai progressi tecnologici e soprattutto alla rivoluzione digitale, ha negli ultimi anni aumentato la concorrenza e le disuguaglianze economiche. Inoltre, la rivoluzione digitale sta causando la rapida sostituzione in tutti i settori dei lavoratori con macchine automatizzate.

 

Già nel 1930, per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, J. Keynes ha scritto: “Siamo afflitti da una nuova malattia … di cui ascolteremo molto negli anni a venire, cioè la disoccupazione tecnologica”. Pertanto, oggi, in un’economia di transizione digitale, è necessario un nuovo e più avanzato equilibrio tra capitale e occupazione.

 

Ciò non significa ignorare l’innovazione tecnologica, ma deve essere utilizzata correttamente per servire gli esseri umani, consentendo la condivisione più ampia e più democratica dei benefici che ne derivano. Questo apre uno spazio che può rappresentare un’opportunità per diffondere la cultura cooperativa e le piattaforme digitali cooperative a proprietà condivisa tra prosumer.

 

Nella sessione plenaria alla relazione di Maurizio Gardini “Sulla cooperazione nell’era della piattaforma”, seguirà la lectio di Yochai BenklerCommons, Cooperation, and Cooperativism in 21st Century market societies”. A seguire tre panel tematici, con ulteriori ospiti internazionali

 

Il primo sarà dedicato a “Nuove tecnologie nelle filiere cooperative” e sarà aperto dalla presentazione di due progetti italiani che rispondono alla domanda come il mondo imprenditoriale cooperativo adotta soluzioni 4.0 per migliorare e competere sul mercato globale, mettendo al centro del progetto la persona?

 

L’utilizzo dei sistemi dell’internet delle cose (IoT), dei Big Data, della sensoristica digitale, è ampiamente protagonista della nuova fase dei processi produttivi, logistici, distributivi e assistenziali, coinvolgendo in modo sempre più interattivo il fattore umano, sia esso rappresentato dal lavoratore quanto dal fruitore dei beni/servizi, che può contribuire in tempo reale al miglioramento delle prestazioni di cui gode. I diversi processi di una filiera produttiva o di erogazione di un servizio diventano un unicum sincrono ed interconnesso, che può garantire la soddisfazione di tutti i player coinvolti, ottimizzando le attività e aumentando la qualità dei risultati.

 

Il secondo panel è dedicato a “Lavori precari e cooperazione stabile” e sarà aperto dalla relazione di Trebor Scholtz. Sempre più il mercato del lavoro si sta muovendo in direzione di una transizione con meno lavoro stabile, più automazione (robotizzazione) e più precariato (lavori a richiesta), riducendo di conseguenza gli spazi dei diritti e della dignità dei lavoratori.

 

In questo panorama il panel si chiederà quale ruolo possibile per una nuova cooperazione di lavoro che attraverso la tecnologia digitale coniughi flessibilità e diritti? L’investimento in formazione in favore dei lavoratori e soci, principio identitario delle cooperative, riduce gli effetti sostitutivi delle nuove tecnologie e adatta il lavoro agli shock tecnologici per migliorare le performance cooperative?

 

“Di chi sono i nostri dati digitali? Per un modello di autogestione cooperativa dei big data” è il tema del terzo e ultimo panel, aperto dalla relazione di Hernst Hafen. Sempre più la nostra vita quotidiana è influenzata e modificata dall’uso dei Big Data: la mobilità, la sanità, il lavoro, l’energia, il consumo, l’ambiente, etc. Ma il valore che viene estratto dall’uso dei Big Data da noi prodotti nell’interazione con la rete e con gli oggetti digitali, viene estratto e va tutto in direzione di pochi soggetti proprietari delle tecnologie. Creando in prospettiva anche un allarmante deficit di democrazia.

 

È possibile affermare un differente modello a partire da un diritto all’uso dei “nostri dati” in forma aggregata e cooperativa, in modo da controllarne l’uso e condividerne il valore creato? Cercata la risposta nel corso di questo terzo panel la parola passerà per le conclusioni al ministro del Lavoro Giuliano Poletti. (nella foto: un momento del G7 sulla cultura)

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